Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza

In esposizione una selezione di oltre 200 fotografie del fotografo americano maestro del XX secolo che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale.
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Robert Mapplethorpe (New York,1946-1989) non fotografa soggetti, ma scolpisce lo spazio attraverso l’obiettivo della sua Hasselblad. Il percorso espositivo, diviso in otto sezioni, si concentra sulla ricerca della forma pura, dove il corpo umano, i visi e le nature morte vengono trattati con la stessa maniacale attenzione alla luce e alle geometrie.
Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza è il capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia, alle Stanze della Fotografia, e poi Milano, a Palazzo Reale. Nella tappa romana sono esposti i grandi capolavori che in questi mesi hanno conquistato i visitatori di Venezia e Milano: i ritratti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della musica, del cinema come Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere; la sezione dedicata agli autoritratti; alle sue muse Patti Smith e Lisa Lyon; ai fiori e alle foto più sensuali di corpi maschili e femminili oltre ad una sezione dedicata al confronto con l’antico, esposte in mostra anche due sculture classiche conservate ai Musei Capitolini - la Statua di Afrodite della seconda metà del I sec. a.C. – inizi del I sec d.C. e la Statua di atleta, I secolo d.C. da un originale greco del V a.C.
Il percorso espositivo inizia con una selezione di immagini poco conosciute al grande pubblico, le primissime opere giovanili: assemblaggi e collage tridimensionali realizzati con immagini d'archivio, ritagli di giornali erotici, feticci religiosi e indumenti. Opere provocatorie nate per innescare una reazione emotiva e invitare l'osservatore a completare il significato dell’opera.
Nelle sale dedicate alle sue muse celebra il rapporto simbiotico di amore, amicizia e complicità con la poetessa e musicista Patti Smith, attraverso una selezione di ritratti realizzati fin dai tempi del Chelsea Hotel, affiancata dagli scatti dedicati alla culturista Lisa Lyon. Non possono mancare gli autoritratti e i ritratti delle celebrità ma il nucleo principale dell’esposizione è nella serie dei fiori e delle nature morte: fotografie in cui elementi naturali vengono isolati e indagati con una maniacale attenzione alla luce, trasformandoli in forme geometriche e reperti di assoluta classicità. Fanno da contraltare alla natura, gli scatti più celebri e sensuali dedicati allo studio dei corpi maschili e femminili, immortalati dalla macchina fotografica come marmo scolpito. Il percorso si chiude idealmente esplorando il profondo legame di Mapplethorpe con l'Italia. Qui emerge il costante confronto visivo ed evocativo tra i temi della contemporaneità, il classicismo, il barocco e l'archeologia, mostrando come l'arte antica e la fotografia moderna possano coesistere in perfetta armonia.
L’esposizione si distingue per una serie di contenuti inediti scelti per la tappa romana: una selezione di scatti realizzati dal fotografo americano durante i suoi soggiorni in Italia, tra Capri e Napoli, su invito del suo gallerista Lucio Amelio che gli chiese di partecipare, dopo il terremoto che colpì Napoli nel 1980, a Terrae Motus. Mapplethorpe aderì con slancio all’iniziativa insieme a tanti altri artisti, oltre 60 tra cui Warhol, Cragg, Cucchi, Fabro, Kiefer, Kounellis, Paolini, Pistoletto, Rauschenberg, Schifano, Schnabel, Twombly e Vedova. Amelio voleva trasformare la catastrofe del sisma in forza creativa: “toccava agli artisti, a noi tutti, osare per abbattere gli ostacoli, e spostare le macerie”.
Le fotografie rivelano un legame intimo e finora poco documentato con il nostro Paese, un viaggio attraverso le pieghe del tempo dove l’arte non vive unicamente nei musei ma è evocata e respirata nelle piazze e per le strade delle città. Una selezione realizzata per dialogare idealmente con il Museo dell'Ara Pacis, creando un suggestivo cortocircuito visivo tra la statuaria classica e la fotografia contemporanea.
Si avvisano i visitatori che in mostra sono presenti immagini di nudo esplicito.
Accessibilità
La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza è progettata per essere fruibile ai visitatori attraverso diversi strumenti di accessibilità.
Accompagnano e approfondiscono la mostra un’audio guida, a cura di Denis Curti, il podcast – disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme – Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, il catalogo pubblicato da Marsilio Arte, sulla vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.
Visite integrate, tattili e con traduzione in LIS, percorsi audio tattili e video LIS sottotitolati, posizionati nel percorso mostra, sono realizzati grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, il Dipartimento Politiche sociali e Salute - Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio.
Informazioni
Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026
tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
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tel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte
Organizzata con Zètema Progetto Cultura e Marsilio Arte
In collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York
Mobility Partner ATAC e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Fashion Partner: Rinascente
Radio ufficiale: Radio Capital
Con il supporto di Miamo
Il catalogo è pubblicato da Marsilio Arte
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