Chris Jordan Works

Le opere illustrano l’impatto dell’uomo sul pianeta, realizzando un ritratto molto lucido, che pure spinge l’osservatore a “sentire”, ad avere una reazione emotiva di fronte a ciò che è riportato quotidianamente e solitamente attraverso statistiche e cifre. “In ultimo la mia speranza – spiega il fotografo di Seattle – è che gli individui possano prendere il controllo del loro comportamento per affrontare a livello personale le responsabilità dell’uomo sull’ambiente”. Richiamo diretto in particolare ai suoi connazionali, cittadini di uno stato, gli USA, notoriamente al margine delle trattative internazionali sulla riduzione delle emissioni di CO2, pur esendo tra i maggiori produttori delle stesse.

In Katrina’s Wake: Portraits of loss from an unnatural disaster fotografa i danni dell’uragano da un punto di vista assolutamente personale: tracce di vita e ricordi scomparsi, ed insieme denuncia contro le responsabilità umane nell’aggravamento dei fatti.

Intolerable Beauty è un set di immagini scomode, quasi claustrofobiche: “detriti del consumismo di massa”, scovati tra aree di risulta e discariche, raccontano l’altra faccia delle splendenti “cose nuove” che ogni giorno compriamo: una apocalypse in progress al rallentatore.
È in questi lavori che l’artista scopre il suo problema con cifre e statistiche. Anche di fronte a dati sconcertanti i numeri sfuggono in qualche modo, sono inafferrabili nel significato.
Inizia così a sperimentare un nuovo modo di contare nei suoi tableau digitali, scatti di oggetti accumulati in diversi arrangiamenti e poi riassemblati in immagini che realizzano un accurato conteggio dell’uso di alcuni prodotti.

Running the Numbers è il proseguimento di questa ricerca, volta a rappresentare la cultura americana contemporanea attraverso le austere lenti della statistica. Il progetto vuole esaminare sul piano visivo queste vaste e bizzarre misure della nostra società in enormi e dettagliatissime stampe.