Museo dell'Ara Pacis

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Opera per l??Ara Pacis. Mimmo Paladino | Brian Eno

11/03 - 01/06/2008

Opera per l’Ara Pacis. Mimmo Paladino | Brian Eno

Tipologia: Arte Contemporanea

È il primo evento site specific pensato per gli spazi del Museo dell’Ara Pacis. Dall’11 marzo all’11 maggio 2008 la mostra/evento “Brian Eno | Mimmo Paladino. Opera per l’Ara Pacis” è l’occasione, per due indiscussi protagonisti della cultura contemporanea, di ritrovarsi a lavorare insieme dopo quasi 10 anni dal loro primo progetto comune alla Round House di Londra nel 1999.
Prorogata fino al 1 giugno

Il concetto di “Opera per l’Ara Pacis” è quello di un'installazione unica, concepita da due artisti che si esprimono attraverso due forme d'arte diverse - Paladino l'arte figurativa e Eno la musica - pensata e realizzata su misura per gli spazi del Museo dell'Ara Pacis.

Nel progetto rientra a pieno titolo anche il catalogo che accompagna l’evento, edito da Gli Ori, Prato, che porta lo stesso titolo della mostra: “Opera per l’Ara Pacis. Mimmo Paladino | Musiche di Brian Eno”. Più di 160 pagine tra testi critici e immagini. Un’importante e straordinaria sezione fotografica è stata realizzata da Ferdinando Scianna che ha seguito e documentato il backstage dell’allestimento della mostra, raccontando questa esperienza anche in un breve scritto. Tutti i testi sono in doppia lingua (italiano/inglese). I saggi critici sono Ara Artis di Achille Bonito Oliva e Paladino/Eno all’Ara Pacis di James Putnam. Federica Pirani ha intervistato l’artista italiano ed ha realizzato con lui una stimolante ed ampia Conversazione con Mimmo Paladino. Hanno poi contribuito Ferdinando Scianna con lo scritto Necessità e bellezza, Valentina
Bonomo che ha spiegato lo Sviluppo di un progetto, Paolo Zaccagnini ha tracciato in Eno: la musica della mente un ritratto emotivo e personalissimo dell’artista che ha più volte incontrato ed intervistato, infine Michael Bracewell ha pensato ad una essenziale Breve introduzione alla musica generativa di Brian Eno. Il catalogo si chiude con una ricca sezione di apparati sui due artisti, note biografiche, curricula, bibliografie.

«L’aspetto più interessante di questa mostra all’Ara Pacis, - spiega bene Federica Pirani nella Conversazione con Mimmo Paladino - oltre naturalmente al rapporto imprescindibile col luogo e con il significato simbolico e storico del monumento archeologico, [è] la dimensione complessiva dell’intervento artistico. Le diverse opere, possono essere contemplate singolarmente, mostrando la loro particolare attitudine ad occupare lo spazio e a captare la luce. Considerate, però, nel loro insieme diventano elementi di un dialogo, di un itinerario iniziatico verso il luogo più sacro, la nicchia sotto l’Ara, “la camera segreta” dove affiorano dalle pareti, come emersi dopo un rito sciamanico, segni e figure archetipe da decifrare e interpretare. Tutte le opere, quindi, si configurano come un’unica installazione complessa interagendo con gli spazi abitati dalla musica di Brian Eno.»

Mimmo Paladino - una partecipazione nel 1980 alla Biennale di Venezia nella sezione “Aperto ’80” di Achille Bonito Oliva, uno dei più noti esponenti della Transavanguardia, scelto nel 2003 a rappresentare l'arte italiana durante la presidenza dell’Italia a Bruxelles, ideatore e regista del lungometraggio “El Quijote” nel 2005 - e Brian Eno - "musicista non musicista" come egli stesso ama definirsi, ideatore della “Generative Music”, precursore della New Age, videoartista, polistrumentista, scultore, pittore e filosofo della musica – sono riusciti a creare un’opera unica, un dialogo tra arti visive e sonore, negli spazi del Museo dell’Ara Pacis che, a meno di 2 anni dalla sua inaugurazione (21 aprile 2006) è uno dei siti più visitati della Capitale.
Non solo. Il Museo dell’Ara Pacis è la prima opera di architettura contemporanea realizzata nel centro storico di Roma dagli anni ’40 ad oggi. È anche per questo motivo, oltre che per la sua posizione strategica e per il fascino scaturito dall’accostamento tra antico e contemporaneo, che il Museo dell’Ara Pacis è il luogo ideale per assolvere alla funzione di contenitore di arte contemporanea di altissimo livello, come nel caso della collaborazione eccellente tra Brian Eno e Mimmo Paladino.

«Tra Paladino e Brian Eno scatta un cortocircuito di sensibilità complementare - scrive Achille Bonito Oliva nel suo saggio Ara Artis - dove il primo porta con sé tutta la tradizione occidentale che corre dalla scultura longobarda, gotica, barocca per arrivare alle avanguardie storiche e l’altro a sua volta porta una sensibilità legata ad una storia della musica concreta che da Cage si immerge in una tradizione orientale del suono. Sembra in tal modo che l’intreccio Oriente-Occidente abbia la capacità di liquefare l’immagine nella musica, e che a sua volta il suono si concretizzi nell’iconografia.»

Mimmo Paladino nel Museo dell’Ara Pacis “segna” le superfici e fornisce all’osservatore un nuovo punto di vista dal quale confrontare l’architettura di Richard Meier e la monumentalità dell’Ara Pacis con la sua ricerca ricca di contaminazioni. È il caso della grande scultura circolare, un anello in acciaio, che inquadra l’Ara e, insieme con il monumento, è visibile dal Lungotevere. «Come la “o” di Giotto, ma tridimensionale, - spiega ancora Achille Bonito Oliva - la scultura di Paladino si fronteggia in termini di proporzione, armonia e simmetria con l’intera costruzione dell’Ara Pacis, ad introduzione dell’intreccio linguistico e del duetto interdisciplinare tra Mimmo Paladino e Brian Eno, che avviene nel piano sottostante.»

Il clou dell'installazione viene svelato in effetti al piano espositivo sottostante il monumento dell’Ara Pacis, dove si apre al visitatore uno scenario che coinvolge ed avvolge, tra luci ed ombre, bianco e nero – con l’eccezione di una luce rossa che viene emanata dagli affreschi che ricoprono due pareti del vano centrale, posto proprio in corrispondenza sotto al monumento dell’Ara Pacis – suono e silenzio. Qui infatti Brian Eno crea un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suona mai due volte nello stesso modo. «Uno degli aspetti più intriganti e affascinanti – come sottolinea James Putnam nel suo saggio Paladino/Eno all’Ara Pacis - è il non sapere cosa sarà, pur sapendo che sarà diverso a ogni ascolto.»

Sculture, affreschi, incisioni e altri gesti artistici di Mimmo Paladino. Suoni e musiche inediti composti da Brian Eno appositamente per questa occasione, diffusi nell'ambiente per mezzo di radio portatili e griglie di altoparlanti progettate dal musicista stesso.
«Un progetto che metta insieme, all’Ara Pacis di Roma, due talenti così diversi come Brian Eno e Mimmo Paladino – osserva James Putnam - può sembrare un’idea singolare: ma questi due artisti non appartengono a mondi realmente separati. Oltre a essere nati nello stesso anno, il 1948, e aver studiato Belle Arti durante gli anni Sessanta, entrambi hanno lavorato, intorno alla fine degli anni Settanta, sperimentando combinazioni di elementi o moduli reiterati. Più precisamente ancora, possono entrambi individuare una relazione tra arte visiva e arte del suono. Eno ha paragonato la sua musica alla scultura, qualcosa che può essere tangibile nello spazio, che può prendere forma attraverso una dimensione temporale ripetibile. E Paladino crede che la creazione della musica dall’armonia dei toni sia paragonabile alla creazione dell’arte visiva dall’armonia delle forme.»

La musica e i suoni di Brian Eno, lungi dal rappresentare la colonna sonora per l’installazione di Paladino, sono invece un’entità indipendente da loro, ma allo stesso tempo strettamente connessa. Diversamente dalle composizioni classiche, dove tutti i suoni sono organizzati tra loro in uno schema preciso, Eno lavora su livelli musicali in movimento nello spazio indipendentemente gli uni dagli altri. «L’obiettivo - spiega ancora Putnam - è quello di creare un brano musicale che animi la scultura di Paladino, liberando qualcosa di profondamente sepolto in essa ed evocando un’aura di infinita continuità e coerenza che pervade tutta l’opera.»

Sia Eno sia Paladino sono partiti dall’idea di destrutturare i loro lavori reiterando moduli tipici della loro ispirazione creativa. Dilatando e comprimendo singoli suoni o motivi, mettendo insieme tutti i frammenti, i due artisti sono arrivati ad ottenere una totale armonia: “Opera per l’Ara Pacis”.

Artista/i
Brian Eno, Mimmo Paladino
Curatore/i
Achille Bonito Oliva, Federica Pirani e James Putnam
Catalogo
Bonito Oliva A.; Pirani F.; Putnam J.
2008, 168 p., ill.
Editore: Gli Ori
Lingua: Italiano/Inglese

Informazioni

Luogo
Museo dell'Ara Pacis
Orario

da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00
la biglietteria chiude un'ora prima

Biglietto d'ingresso

intero € 6,50;
ridotto € 4,50;
Gratuità e riduzioni

Informazioni

060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 22.30)

Altre informazioni

Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma

Organizzazione

Zètema Progetto Cultura su progetto di Valentina Bonomo

Con la collaborazione di

BNL - Gruppo BNP PARIBAS, Banca di Roma - Unicredit Group, Monte dei Paschi di Siena - Gruppo MPS, Vodafone

Con il contributo tecnico di

La Repubblica

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